.......................... NOVEMBRE 2014 .......................

Atelier Nayra Laise

"Nayra Laise è un marchio "Made in Italy" che si fonda esclusivamente sull'eccellenza della creatività e artigianalità sartoriale italiana. Le creazioni Nayra Laise riflettono la visione di una donna molto romantica. Una donna che manifesta la sua sobria eleganza, non solo nell'ambito degli eventi sociali, ma anche nella sua normale quotidianità. Per dare corpo a questa figura femminile atemporale, le creazioni Nayra Laise eliminano i volumi eccentrici e si ispirano alle geometrie dell'arte classica, la linearità delle quali, associata all'uso di tessuti ed altri materiali pregiati, tassativamente "Made in Italy", favorisce l'esaltazione dell'innata eleganza della silhouette femminile."


NAYRA LAISE

fashion designer

3F INTERVISTA

Come e quando nasce la tua passione per il design e/o per il tuo lavoro?

La passione per il design di moda nasce a partire dall'adolescenza passata nel mio natio Brasile quando, già conscia del mio stile, cominciai a disegnare i miei vestiti personalmente, attività poi estesa in favore delle mie amiche. Ma il primo vero e reale approccio al mondo della moda è avvenuto nel 2007 con la sfilata in una villa ricavata da un antico tempio di epoca romana, di fronte al Circo Massimo. Questo è stato l'inizio di un percorso graduale che ha portato all'apertura ufficiale, nel 2012, dell'Atelier Nayra Laise.

Qual è stato il tuo percorso formativo?

Dopo il diploma ho studiato presso la facoltà di "Pubblicità e Propaganda" all'università brasiliana e, arrivata in Italia, presso l'università La Sapienza alla facoltà di Scienza della Moda e del Costume.

Cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere la tua professione e/o attività?

Il lavoro dello stilista, come ogni altra professione, è basato su tre colonne fondamentali, ossia passione, determinazione e ricerca/studio continui per ampliare i propri orizzonti e migliorare le proprie capacità. Ma, innanzitutto la passione, perché solo questa può dare la giusta alimentazione alla determinazione e allo studio. Dico ciò in quanto non è facile introdurre sul mercato un nuovo marchio e, per riuscirci, occorre avere quel qualcosa in più che ti rende certo si quello che fai e che ti da la forza necessaria per resistere alle avversità, che sono tantissime.

Cosa ami di più del tuo lavoro?

La sola cosa che amo in questo lavoro non è altro che l'effetto che produce la mia passione per esso, ovvero la consapevolezza di sapere che il lavoro concettuale che sta dietro le mie creazioni arriva alle mie clienti, le quali riescono a entrare nello stesso spirito delle stesse, immedesimandovisi e io, allo stesso tempo, mi rispecchio in loro e diventiamo come un tutt'uno, con uno stile perfettamente riconoscibile. Non c'è prezzo per questo tipo di soddisfazioni!!

Cosa, invece, non ti piace?

È il rovescio della medaglia provocato dalla mia passione, ossia il tempo che sono costretta a togliere, mio malgrado, alla famiglia a causa della voglia continua che sento di pormi dei limiti per superarli e andare oltre.

C’è qualcuno in particolare che ammiri e da cui trai ispirazione?

In ogni collezione Nayra Laise è facilmente riconoscibile il rifermento base all'arte romana che si lega con il tema che, di volta in volta, viene sviluppato dalla stilista. I miei modelli abitano nell'eleganza del passato, la quale mi fornisce il materiale necessario per trasformare e adattare un allure retrò all'attualità.

Qual è il prodotto che hai disegnato/realizzato e al quale sei maggiormente legata/o?

Come ho già detto in una precedente risposta, ogni collezione è il frutto di una intuizione e di una realizzazione pensata come sistema con una propria coerenza e in cui mi riconosco. Ergo, è come dire a una madre qual'è il tuo figlio preferito. Io amo tutte le mie creazioni allo stesso modo e con la stessa intensità.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il team de marchio Nayra Laise in questo momento sta lavorando a una serie di progetti, primo tra tutti il restyling del sito, che subirà un ulteriore sviluppo, e ad altri che presto saranno resi pubblici.

Qual è il tuo motto?

Ho fatto mia una famosa frase di Tito Livio, il quale disse “Agendo e osando crebbe la potenza romana”. Quindi, agire e osare. Solo così si possono ottenere risultati.

Tre parole per definire 3F MAGAZINE TENDENZE

Eccellenze d'Italia


SFILATE

"Ogni capo di Nayra Laise è un capolavoro. Studiato nel minimo dettaglio la giovane stilista regala eleganza e qualità. I colori caldi e i tessuti sfarzosi rispecchiano il lusso e la passione del bello. Le modelle interpretano con classe e determinazione le scene di un tempo  I capi di Nayra Laise prendono vita, danzano tra le luci e le ombre delle passerelle, si mostrano disinvolte in ogni ambiente e senza maschera sono protagoniste. Trasparenze e/o non, i capi della talentuosa Fashion Designer Nayra Laise sanno incantare ogni donna." Una veloce gallery, vi illustrerà al meglio alcune fantastiche creazioni da lei realizzate...

www.nayralaise.it


... STILISTI ITALIANI ...


Autobiografia "JUST ME"che svela la sua autenticità

... La grande storia di un self made man italiano…

La grande storia di un self made man italiano.
Critico e accomodante, impulsivo e riflessivo, timido e irrilevante, fedele e passionale, burbero e dolce: sono solo alcuni aspetti dell’eclettica personalità del grande stilista Roberto Cavalli, che in questa autobiografia si svela in tutta la sua autenticità.

Colui che ama definirsi “artista della moda” rivela in queste pagine anche gli aspetti più intimi della sua vita straordinaria, come la tragedia che ne ha segnato l’infanzia, il senso di colpa per i fiaschi scolastici, i disagi per le insicurezze fonetiche e le prime conferme personali – anticamera del grande successo universale che arriverà più avanti. Ci racconta i primi delicatissimi flirt, le donne che ha amato, i viaggi, gli amici che l’hanno accompagnato in tutti questi anni, la sua passione per gli animali, l’amore per i figli, le tante discese e risalite di una vita.

Una lettura imperdibile e commovente, specchio d’un uomo semplice, anarchico, complesso e genuino, d’un re-cowboy che si mette a nudo per amore di quell’irresistibile pubblico che sono gli altri. Fonte da http://robertocavallibook.com/

ROBERTO CAVALLI JUST ME!
Quattro anni di appunti, note a margine, notti insonni passate a scrivere e fogli riempiti di ricordi. E poi un solo minuto in cui si stava per buttare via tutto. È la storia di JUST ME, autobiografia di Roberto Cavalli edita da Mondadori, in libreria dal 17 settembre. Un libro che non sarebbe mai esistito se non fosse stato per il consiglio di un amico giornalista che ha convinto lo stilista a pubblicare il manoscritto.
Da non scambiare per un trattato sulla moda, al contrario: si tratta della storia di un uomo, non di uno stilista, che ha percorso il Novecento tessendo il filo rosso che lega le ferite della Grande Guerra agli splendori del Made in Italy in una narrazione semplice e splendente dove il sudore, i successi, le sconfitte, le intuizioni, gli sgambetti e le imprese della vita scrivono, senza censure e senza stereotipi, l’avventura di uno dei protagonisti più importanti della moda contemporanea.

IL MITO DEL PADRE
“Non avere paura”: l’autobiografia di Roberto Cavalli, si apre con la dolcezza e la drammaticità di una scena di guerra. È la frase d’addio del padre Giorgio, rapito dalla famiglia e fucilato sotto gli occhi della moglie il 4 luglio 1944 dall’esercito tedesco, nel paesino di Cavriglia. Roberto ha soltanto tre anni e l’episodio si tatuerà nella sua memoria come un monito e insieme un rimpianto. Il primo è un imperativo categorico a rischiare sempre, a chiamarsi fuori dal coro, a essere un pioniere, anche quando nessuno capisce le tue intuizioni o la tua estetica. Il secondo, invece, è una sorta di nostalgia che l’accompagnerà per tutta la vita: il desiderio di dare un volto al padre con una vita d’azione e di impresa, quasi fosse un’eredità morale.

LE DONNE DI ROBERTO
“Quando pensano a me e alle donne della mia vita”, racconta Roberto Cavalli, “la maggior parte delle persone cade in uno stereotipo: mi immaginano con un gruppo di modelle e una bottiglia di champagne millesimato”. Niente di più lontano dalle storie narrate in JUST ME. Gran parte del libro, infatti, è dedicato alla donne che hanno rappresentato un ruolo fondamentale nella vita di Roberto. Si parte dalla madre, presenza fondamentale, simbolo di una generazione formidabile che fu capace di trasformare una disgrazia, la guerra, in un mondo risorto, un paese di possibilità tutte da esplorare. Si passa poi a Lietta, la sorella che lo aiuterà a ricostruire il ricordo del padre. E si arriva alle due mogli: la prima, Silvanella, che gli darà due figli, Cristina e Tommaso; ed Eva, compagna di vita e di lavoro, che gli donerà Rachele, Daniele e Robert. Sono loro il fulcro, l’anima della donna sognata che poi diventerà l’anima della sua creatività.

NON SONO UNO STILISTA, MA UN TRASFORMISTA DI TESSUTI
“Non chiamatemi stilista, perché non sono mai stato in grado di disegnare una silhouette”, racconta e scrive Roberto. “Il mio talento, piuttosto, è trovare ciò che rende speciale un tessuto, un abito, una donna, pensando sempre alla moda come fosse un sogno prêt-à-portér, pronto per essere indossato”. JUST ME, di conseguenza, non è un elenco di modelle, successi, sfilate e collaborazioni con le star di Hollywood. È, piuttosto, l’epopea di un Ulisse perso nel mare del Made in Italy alla ricerca dell’eccellenza, delle persone, dei viaggi che renderanno possibile il proprio sogno:regalare alle donne un abito “in grado di cambiarti la vita, perché questo fanno gli abiti più belli: possono cambiarti la vita”.

MATTEO RENZI: UN AMICO, UN COMPAGNO DI VIAGGIO
L’incontro è avvenuto come la chiusura immaginaria di un cerchio: il 4 luglio 2012, il sindaco di Firenze Matteo Renzi invitò Roberto Cavalli alla commemorazione dei caduti durante gli eccidi della Seconda Guerra Mondiale a Castelnuovo dei Sabbioni. 50 anni dopo la perdita del padre, per Roberto fu come il sigillo di una vita e la scintilla di un’affinità elettiva che ancora oggi contraddistingue le due personalità, Renzi e Cavalli, entrambi caparbi, uomini d’azione, pionieri e mai e poi mai convenzionali.