Gli effetti fisiologici della pappa reale
Somministrata per via orale in un periodo di 1-2 mesi, tramite deglutizione o dissoluzione sublinguale in dosi di 200-500 mg, la pappa reale agisce come tonico e stimolante, con effetti euforici sulla persona sana. Coloro che hanno consumato questo prodotto hanno dichiarato di aver sperimentato una sensazione generale di benessere (avvertita a livello di forma fisica – resistenza alla stanchezza, migliori prestazioni intellettuali – maggiori capacità di apprendimento ed una memoria migliore) e hanno registrato effetti diretti sullo stato mentale (più fiducia nelle proprie forze, stato di benessere ed euforia).
In altre parole, per la persona sana la pappa reale agisce come stimolante generale, migliora la risposta immunitaria e le funzioni generali dell’organismo. Tra i benefici più comunemente riscontrati da chi consuma regolarmente la Pappa Reale, si possono citare le proprietà rivitalizzanti generali, antifatica, stimolanti la crescita, antianemiche a livello senile, eupeptiche, stimolanti l’appetito, stimolanti l’umore, euforizzanti, equilibranti il sistema neurovegetativo e psichico, immunomodulatorie, antibatteriche, epatoprotettive, antiipertensive, ipolipemiche, rivitalizzanti ed antiasteniche.

Applicazioni per la Pappa Reale fresca.

Le palettine dosatrici delle confezioni di pappa reale in commercio normalmente contengono, colme, 500 mg. di prodotto gelatinoso, che deve essere utilizzato via sublinguale, preferibilmente a digiuno.
Bambini prematuri o con deficienze nutrizionali di diverse eziologie 8-100 mg, somministrati per via orale, portano al miglioramento dello stato generale, all’aumento del peso e dell’appetito, e al contempo giovano anche al numero dei globuli rossi ed al loro contenuto di emoglobina.
Adulti, da 500 a 1000 mg al giorno, o più a seconda della necessità, secondo Bengsch e Pecchiai, in particolare per combattere i sintomi dell'invecchiamento. 
Pazienti anziani (70-75 anni), anoressici, con depressione e bassa pressione arteriosa iniziare gradatamente, con dosi da 100 mg, somministrati per via orale a intervalli di 2 giorni; a seconda delle reazioni individuali aumentare progressivamente la dose fino ad arrivare ad una somministrazione giornaliera di 500 mg.
Stimolazione del metabolismo: gli effetti stimolanti sono paragonabili a quelli delle proteine, grazie all’attività dei complessi enzimatici.

La dose giornaliera di pappa reale in polvere (liofilizzata) si colloca tra i 30 e i 100 mg al giorno. I prodotti liquidi sono spesso raccomandati in dosi maggiori, per ottenere almeno lo stesso livello del composto attivo, tra i 100 e i 300 mg al giorno.

Bisogna sempre tener presente che i prodotti apicoli possono presentare controindicazioni per le persone che soffrono di allergie gravi al polline o soffrono di ipersensibilità ad essi stessi.

La pappa reale al contempo è controindicata per le donne incinte e le madri che allattano.
La pappa reale in rarissimi casi può provocare reazioni allergiche alle persone suscettibili, tra le quali eczemi, riniti, orticarie e broncospasmi, crisi di asma. Secondo alcune monografie pubblicate in Nuova Zelanda e in Australia, c’è stato un solo caso di colite emorragica verificatosi in seguito al consumo di pappa reale per la durata di un mese.

A titolo preventivo, la pappa reale può dimostrarsi efficiente per superare un’epidemia d’influenza o di infezioni virali acute. Applicata in una terapia d’urto, la pappa reale può portare rapidamente alla scomparsa dei sintomi. In questo caso però, la somministrazione deve essere fatta con grande prudenza alle persone che hanno dei precedenti allergici, e specialmente a quelle che presentano disturbi ormonali.

La pappa reale agisce sul sistema cardiovascolare e circolatorio (in caso di anemia, ipotensione arteriosa o arteriosclerosi).
Infertilità, impotenza e astenia sessuale. Nella società contemporanea l’uomo deve confrontarsi con numerose cause di stress che influenzano soprattutto la sua vita affettiva e sessuale. Questo fatto può portare a casi di impotenza sessuale e spiega perché si ricorre sempre più spesso a tecnologie del tipo della fecondazione in vitro. Dal punto di vista clinico l’impotenza sessuale è generalmente accompagnata da un quadro clinico complesso: instabilità psichica, tendenze depressive, irritabilità, disturbi affettivi, della memoria, della concentrazione e dell’attenzione, calo della libido, insonnia, stanchezza fisica e alcune volte dolori localizzati. Tramite la sua azione benefica generale sul metabolismo, la pappa reale normalizza la funzione delle ghiandole surrenali, che producono gli ormoni androgeni. Nella donna, la produzione di estrogeni a livello ovario è in qualche misura dipendente da questo processo. Una serie di lavori scientifici sottolineano la presenza nella pappa reale dell’acetilcolina, mediatore chimico che produce vasodilatazione, fenomeno indispensabile per l’erezione del pene.

Reumatismi: la reumatologia è una specialità medica che si dedica soprattutto ai pazienti in età avanzata. Spesso, insieme all’età, i reumatismi s’instaurano in diverse aree articolari, manifestandosi specialmente sotto forma di artrosi. L’alterazione dello stato del sistema osseo e delle articolazioni compare a causa dell’età ma, concorrenzialmente, anche a causa di altri fattori, come ad esempio la deficienza circolatoria a livello articolare e la riduzione del livello del metabolismo cellulare. L’alterazione si produce anche sul piano generale, col calare dell’efficienza del sistema immunitario. La pappa reale migliora sensibilmente lo stato del paziente reumatico e costituisce allo stesso tempo un eccellente mezzo di prevenzione della malattia. Dato il suo contenuto in elementi minerali come manganese e fosforo, stimola il nutrimento delle cartilagini affette. Al contempo, gli amminoacidi triptofano e tirosina assicurano la vitalità dei tessuti di sostegno, e le vitamine A, D ed E mantengono la salute delle ossa.

Disturbi della memoria: si può dire che il disturbo più frequente nelle persone di una certa età è l’indebolimento della memoria. Le sue forme possono essere molto diverse, a partire dall’indebolimento passeggero chiamato “vuoto di memoria”, fino ad una perdita globale e prolungata. Quest’ultima porta la persona malata a vivere in un mondo tutto suo, irreale, e ad una rottura insanabile col mondo circostante, a livello sociale ed affettivo, situandola in una solitudine profonda, che porterà ad un’alterazione del suo equilibrio psichico. Il meccanismo di questa perdita di memoria chiama in causa il ruolo dei disturbi della circolazione cerebrale, del metabolismo delle cellule cerebrali, ed una carenza nutrizionale specifica in vitamina E.
La pappa reale è molto ricca in vitamine appartenenti al gruppo B, e contiene tracce di vitamina E. Molti lavori scientifici hanno messo in luce l’efficacia della pappa reale nel prevenire un insorgere prematuro dell’indebolimento della memoria. Bisogna sottolineare che la prevenzione contro il degrado della funzione cognitiva costituisce un’attitudine essenziale, perché il recupero è molto difficile, se non impossibile, una volta che si è verificata questa perdita. La vitamina E è molto attiva nei disturbi trofici cerebrali e nel funzionamento delle connessioni nervose. Non dobbiamo dimenticare neanche il ruolo dell’acetilcolina come mediatore nel processo di trasmissione degli impulsi nervosi. Il trattamento di mantenimento con pappa reale, non appena compaiono i primi “vuoti di memoria”, anche se sono episodi occasionali, non può essere altro che benefico. È nello stesso tempo molto importante che queste cure siano sufficientemente lunghe e regolari

Morbo di Parkinson: in accordo con l’opinione del Dottor Donadieu, sono stati ottenuti risultati interessanti nel trattamento del morbo di Parkinson, somministrando pappa reale in associazione con medicinali specifici indispensabili a questo tipo di patologie.

Anomalie congenite: tra le anomalie congenite, il mongolismo – trisomia (presenza di un cromosoma in più nella ventunesima coppia) – è una delle affezioni davanti alle quali il medico dispone ancora di mezzi terapeutici molto scarsi. In questo tipo di situazioni, la somministrazione della pappa reale può portare in generale ad un miglioramento dello sviluppo mentale, con riduzione dell’eccitabilità cerebrale e, perciò, una regressione dell’eccitazione motoria.

Dermatologia: alcune affezioni, come è il caso delle dermatosi cheratosiche o seborroiche, vengono migliorate o guarite dopo un trattamento con pappa reale. Ugualmente contribuisce alla fortificazione delle unghie fragili e friabili e rallenta la caduta dei capelli, alle volte riuscendo anche a fermare questo fenomeno indesiderato.
La somministrazione locale è, allo stesso tempo, benefica nei casi di xerodermia (secchezza eccessiva della pelle seguita da una fine desquamazione), di cicatrizzazioni difficili, di acne e di lupus eritematoso (placche rossicce specialmente a livello della faccia e delle mani).

Sclerodermia: è un’affezione autoimmune generalizzata del tessuto connettivo, che colpisce la pelle, i muscoli, le articolazioni, e gli organi interni. Fino ad ora, purtroppo, non si conosce alcun tipo di terapia ben definita per questo tipo di affezione.
La sclerodermia porta spesso alla morte del paziente per insufficienza renale o aritmia cardiaca. Un metodo terapeutico complesso basato sulle punture delle api – perciò con veleno d’api – e sulla pappa reale, ha offerto risultati significativi nel miglioramento dello stato dei pazienti, realizzato tramite una notevole diminuzione dei dolori articolari ed un miglioramento dell’elasticità della pelle. La rigidezza delle articolazioni non sparisce completamente, ma la capacità funzionale si può recuperare a diversi livelli, in funzione dei punti colpiti. L’associazione dei due prodotti dell’alveare stimola il sistema immunitario e rigenera i tessuti affetti. Sembra che per lo più l’effetto si debba alla pappa reale. In terzo luogo, i composti con azione anti fibrosante prevengono l’accumulo del collagene e migliorano lo stato dei tegumenti.

Coagulazione sanguigna: nei disturbi della coagulazione associati ad alcune malattie ematologiche gravi, l’azione della pappa reale offre un prezioso aiuto terapeutico. Ciò si deve alla presenza, nella sua composizione, di alcune sostanze simili alle citochine ed alle gibberelline, composti con importante azione eritropoietica, granulopoietica e trombopoietica.


Fonte: http://www.apiterapia.it/prodotti/pappareale/a-cosa-serve.htm


Momordica charantia o Karela 

La momordica charantia ha proprietà terapeutiche? La momordica charantia è un frutto della vite, più comunemente conosciuto come melone amaro o zucca amara, ma è stato anche chiamato karela, fu gwa e mara, e in altri modi a seconda della regione in cui viene utilizzata. La momordica venne usata per secoli in tutto il mondo per i numerosi benefici medici che dà e ha mostrato come riesce a migliorare le condizioni cliniche gravi e a ridurre i sintomi di malattie autoimmuni, diabete, psoriasi e altri.

La momordica è uno dei frutti più amari esistenti e la possiamo trovare nelle regioni tropicali e sub tropicali del mondo.

Sia le foglie, sia il frutto del melone amaro vengono utilizzati nella creazione di integratori in forma di polveri, succhi, pillole, iniezioni. Tra le altre proprietà della momordica troviamo il suo essere estremamente ricca di beta carotene, vitamina A, B1, B2, C e ferro.

Definizione della momordica:

La momorica charantia, o melone amaro, si riferisce a un tipo di uva che cresce prevalentemente nelle regioni tropicali, come ad esempio i Caraibi, l'Asia e l'Africa, ed è uno dei frutti più amari esistenti. Anche se ben noto come principio attivo in varie cucine di tutto il mondo, la momordica è più comunemente associata alle sue proprietà medicinali che migliorano le condizioni di chi soffre di malattie autoimmuni.


La medicina orientale ha da tempo compreso i vantaggi della momordica charantia nell'assistere il popolo colpito dal colera, dalla psoriasi e dal cancro, ma solo recentemente questo frutto ha ricevuto l'attenzione del mondo occidentale.


Benefici della momordica:


Quindi, chi dovrebbe assumere la momordica? Quali sono i disturbi verso i quali si adattano meglio i benefici che dà? È chiaro che nessuna medicina può curare tutto e molti studi hanno dimostrato più e più volte i risultati che la momordica dà nel migliorare i sintomi associati alle seguenti condizioni:


1 - Diabete: ci sono stati ampi studi che hanno mostrato il legame tra la proprietà di abbassare con successo i livelli di zuccheri di sangue e il complesso impianto interno delle persone affette da diabete. La momordica infatti contribuisce notevolmente a migliorare i problemi di tolleranza al glucosio, o meglio, a regolare in maniera positiva la reazione dell'organismo al glucosio. La momordica, presa come integratore, è conosciuta soprattutto per il suo trattamento a coloro che soffrono di diabete, in quanto questo melone amaro ha favorito un miglioramento costante del livello di glucosio e zucchero nel sangue per un periodo prolungato di tempo.


2 - Disturbi autoimmuni: molti studi hanno hanno anche mostrato che la momordica favorisce la stabilizzazione e il miglioramento dei sintomi nei soggetti affetti da malattie autoimmuni come il cancro. In molti casi in cui i pazienti hanno assunto integratori di momordica, aggiungendoli alla loro dieta quotidiana durante uno stadio del tumore, si è notato che la diffusione delle cellule tumorali e delle metastasi regrediva, soprattutto grazie alla qualità di aumento delle difese immunitarie del melone amaro.
3 - Tossiemia: molte persone inoltre assumono la momordica per ridurre le quantità di tossine dai loro organi e dal loro sistema circolatorio. Questo integratore infatti è anche conosciuto per la sua capacità di pulire l'organismo dalle tossine accumulate, che se si accumulano in quantità elevata possono comportare numerosi problemi e fastidi.
4 - Problemi delle vie respiratorie: altri pazienti invece hanno notato numerosi miglioramenti nei loro problemi respiratori. Uno degli altri benefici della momordica infatti è quello di migliorare le condizioni di vita di chi soffre di malattie respiratorie come l'asma, la faringite o la bronchite.
5 - Problemi di vista: varie persone che soffrono di malattie degli occhi e di problemi legati alla vista consumano regolarmente la momordica, poiché contiente grandi quantità di betacarotene che è da sempre conosciuto per i miglioramenti che dà nei problemi di vista.


Dosaggio della momordica:

Anche se numerosi sono i benefici per la salute dati dall'assunzione della momordica tramite il suo frutto e succhi, esistono anche molti integratori in commercio, ai quali bisogna prestare però molta attenzione. È infatti bene che, prima di cominciare a prendere la momordica tramite supplementi, conosciate le quantità solitamente suggerite e gli effetti collaterali che dà.

Si consiglia di consultare sempre il vostro medico prima di assumere un nuovo integratore e di seguire le informazioni sul dosaggio presenti nel prodotto particolare. La momordica è disponibile sotto forma di succhi, in polvere, in pillole e il suo dosaggio può variare di conseguenza.

Le donne in gravidanza o in età fertile dovrebbe essere molto caute nell'assumere la momordica, in quanto può agire come forma di controllo delle nascite, e allo stesso modo i bambini non dovrebbero utilizzarla, poiché ci sono stati episodi di complicazioni.

Effetti collaterali della momordica:

Gli effetti indesiderati più comuni attribuiti a chi assume la momordica sono problemi legati alla digestione, dolori addominali, gonfiori, diarrea, ma questo accade solo quando si ha un sovra dosaggio del farmaco. Se prenderete la momordica secondo le indicazioni che vi sono state date, non avrete problemi ma solo benefici.

Shiitake (Lentinula edodes), fungo medicinale per il sistema immunitario

Il fungo shiitake è il più studiato e il più diffuso e quello che possiede i maggiori poteri terapeutici dimostrati

Lo shiitake (Lentinula edodes) è un fungo medicinale commestibile, tanto noto in Oriente quanto poco conosciuto in Italia. E' molto ricercato per i suoi effetti terapeutici e di rinforzo delle difese immunitarie. Esaminiamo tutte le proprietà e le modalità di utilizzo dello shiitake.

Il nome "shiitake" deriva dalla congiunzione della parola giapponese "shii", che indica la quercia (uno degli alberi su cui questo micete cresce preferenzialmente), al termine "take", che significa fungo. Lo shiitake è infatti diffuso soprattutto in Giappone e in Cina, paesi nei quali entra a far parte della comune alimentazione.

Numerosi studi hanno avvalorato il ruolo preventivo e ausiliario dello shiitake nei confronti di svariate patologie, anche importanti, tra cui malattie cardiovascolari e diversi tipi di cancro.

Con gli altri funghi medicinali lo shiitake (Lentinula edodes) condivide proprietà immunostimolanti - immunomodulanti: i suoi componenti agiscono riequilibrando e rafforzando l'attività del sistema immunitario. In particolare, dallo shiitake è stato isolato il lentinano, un betaglucano (carboidrato ad alto peso molecolare, costituito dall'aggregazione di zuccheri semplici), in grado di sollecitare i macrofagi, i linfociti T e le cellule Natural Killer, ovvero quei tipi di globuli bianchi deputati a riconoscere e distruggere elementi potenzialmente dannosi per l'organismo.

Questo processo, collegato a un'aumentata produzione di anticorpi, agisce da barriera contro infezioni sia batteriche che virali e contribuisce ad inibire la proliferazione delle cellule cancerose in alcune neoplasie.

Le proprietà dello shiitake non finiscono qui. Questo fungo "terapeutico" orientale:

  • è utile nell'abbassare il colesterolo e nel prevenire l'aterosclerosi;
  • esplica un'azione protettiva del fegato e promuove la formazione di anticorpi contro l'epatite B;
  • oltre a virus e batteri, combatte alcune infezioni fungine, come quelle provocate da Candida albicans;
  • ha effetto prebiotico, cioè promuove nell'intestino la formazione di una flora batterica "buona";
  • contrasta la carie, grazie al potere germicida nei confronti delle specie di streptococco che si annidano nella placca dentale;
  • aiuta nelle situazioni di sovraffaticamento fisico e psichico.


La fama che questo fungo si sta conquistando anche in Occidente è legata anche alle ricerche sullo shiitake che hanno documentato che i principi attivi dello shiitake, migliorando la risposta immune, possono essere un complemento naturale alle terapie tradizionali contro il cancro. In particolare, risale al 2002 uno studio che dimostra come il lentinano agevoli la regressione del cancro al colon. Sperimentazioni ancora più recenti (2009) collegano la sua somministrazione a un'aumentata sopravvivenza di pazienti affetti da neoplasie gastriche e tumore del pancreas in stadio avanzato. E' inoltre apprezzabile la concomitante riduzione degli effetti collaterali delle cure chemioterapiche.

Lo shiitake è interessante anche dal punto di vista nutrizionale: possiede amminoacidi essenziali, minerali (potassio, calcio, magnesio, manganese, ferro, rame e zinco), vitamine del gruppo B ed ergosterolo, precursore della vitamina D. A differenza del reishi (Ganoderma lucidum), non commestibile perché di consistenza legnosa e sapore amaro, Lentinula edodes ha un gusto che ricorda la carne e che lo rende adatto ad accompagnare numerosi cibi.

Lo shiitake si trova in vendita in genere essiccato: il nostro suggerimento è di acquistarlo solo se sia certa la provenienza da coltivazioni biologiche, per evitare che il fungo apporti sostanze nocive invece che benefiche, quali inquinanti ambientali, tossine e fitofarmaci.

La modalità d'assunzione più pratica e funzionale di questo efficace propulsore delle difese naturali dell'organismo è tuttavia rappresentata dalle capsule, di estratto, di fungo intero o di sue parti. La posologia dello shiitake è in genere di 1-2 capsule al giorno, anche per alcuni mesi (ad esempio, come prevenzione di influenza e altre malattie invernali). L'utilizzo dello shiitake come integratore, alle dosi raccomandate in micoterapia, è sicuro, ben tollerato e compatibile con altri trattamenti. Solo il consumo prolungato e massiccio del fungo, in rari casi, può dar luogo a effetti collaterali quali fenomeni di fotosensibilizzazione, dermatiti e disturbi gastrointestinali. Assicuratevi, comunque, che anche le capsule provengano da colture biologiche rigorosamente controllate.

Le controindicazioni dello shiitake riguardano, come per gli altri funghi medicinali, i soggetti allergici ai funghi e coloro che hanno subito un trapianto d'organo.

 

Fonte di http://www.lucaavoledo.it/2012/07/shiitake-lentinula-edodes-fungo.html